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Vigneti

CENNI STORICI

Furono probabilmente i primi mercanti greci ad introdurre e diffondere la vite nella nostra regione, insegnando alle tribù liguri anche le tecniche di produzione, che poi gli abitanti diffusero nelle regioni limitrofe. Infatti, in Liguria, la coltura razionale della vite si deve ai Focesi, nel VI secolo a.C., che fondarono diverse città sulle rive del Mediterraneo, fra cui Marsiglia.

Qualche secolo più tardi, la conquista romana portò indubbiamente ad un miglioramento qualitativo della produzione; Plinio il Vecchio riconosceva ai liguri la patente di esperti vinificatori.

La spiccata tendenza ligure di modificare le colture a seconda degli andamenti commerciali del momento storico ne segnarono un lento, inevitabile declino. La crisi, aggravata dall'invasione della fillossera, durerà sino agli anni '60/70 del '900.

Il vero problema della viticoltura ligure è quello della sua qualificazione produttiva, a cominciare dal vigneto, che è soffocato dall'enorme varietà di vitigni, stratificatesi nei lunghi secoli dei commerci di un popolo marinaio e allo stesso tempo troppo legato alla sua terra.

Nonostante tutti questi inconvenienti non mancano i vini di pregio; visibili soprattutto grazie al notevole impegno vitivinicolo da parte di un sempre più numeroso gruppo di giovani produttori.

La coltivazione della vite in Liguria è segnata dal paziente lavoro dell'uomo che nel corso del tempo ha contribuito a modificare la struttura del territorio, opera difficile a causa dei terreni impervi: su terrazze, piccole fasce di terreno, che possono trovarsi in collina, vicino al mare o nell'entroterra, scavate nel fianco della montagna e sostenute da muretti di pietra a secco.

 

CARATTERISTICHE PEDO-CLIMATICHE DEL TERRITORIO

La densità di impianto è in genere elevata fino a 7.000 ceppi/ha, ma a questo non corrisponde una potatura altrettanto severa; la produzione non supera i 70-80 q /ha .

Le forme di allevamento più usate sono: guyot e cordone speronato.

La costituzione geologica dei rilievi è formata in parte da terreni con scisti cristalline, quarziti, calcari marnosi e dolomitici, in parte da altri con scisti e gneiss, arenarie e conglomerati che determinano nel paesaggio caratteristiche più varie ed alpine. Le montagne, infatti, si innalzano spesso direttamente dal mare e in alcune zone i depositi alluvionali di ghiaia e sabbia hanno formato terreni che ben si adattano alla coltivazione della vite. La Riviera di Ponente è formata da terre rosse di origine marnoso-calcarea con residui organici, che andando verso l'interno diventano terre brune, a sottosuolo ghiaioso, permeabili ed asciutte.

Il clima ligure varia notevolmente nell'ambito della regione, in prevalenza mite soprattutto lungo le coste, mentre sul fronte padano è continentale e tipico di montagna. La mitezza del clima è dovuta alla naturale protezione dei venti della catena alpino-appenninica e all'azione mitigatrice del mar Ligure. Le piogge sono poco frequenti ma abbondanti; il nemico peggiore per la coltura della vite è comunque rappresentato dalla siccità. In tutta la regione il contrasto mare-monti è in grado di determinare ventilazione, mitezza e luminosità preziose per la coltivazione della vite, ma anche di fiori ed ulivi.

La gastronomia ligure ama armonizzare i prodotti del bosco, dell'orto e del mare. Una mescolanza di verde e di azzurro, fatta di delicati equilibri tra cui spiccano prodotti d'eccezione quali, oltre al vino, il tipico olio d'oliva ed il basilico. Una cucina fatta di prodotti genuini, sani, talvolta poveri, ma che messi insieme sapientemente, sono riusciti a produrre ricette dai sapori indescrivibili e imparagonabili.

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